Simulatore Sole 24 Ore: confronta i due regimi

· di Amministrazione CDI



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Marta Genovese gestisce un piccolo centro estetico a Pavia. L’anno scorso ha chiuso con 38.000 euro di ricavi e costi operativi intorno ai 9.000 euro. Quando il suo commercialista le ha chiesto se voleva restare nel regime forfettario o passare all’ordinario, lei non sapeva da dove iniziare. “Non capivo i numeri, quindi dicevo sì a tutto.” Poi ha usato il simulatore gratuito del Sole 24 Ore — aggiornato a giugno 2026 — e in venti minuti aveva una stima chiara davanti. Il regime forfettario imprenditrice scelta è spesso un nodo difficile da sciogliere senza dati concreti. Questo strumento non risolve tutto, ma cambia il punto di partenza della conversazione con chi ti segue fiscalmente.

Come funziona il simulatore e cosa ti dice davvero

Il simulatore del Sole 24 Ore è accessibile gratuitamente dalla sezione strumenti del sito. Non chiede partita IVA, non registra nulla. Ti basta inserire tre dati: ricavi annui previsti, codice ATECO della tua attività e una stima dei costi operativi reali (affitto, fornitori, utenze, collaboratori). In pochi secondi restituisce quattro numeri che contano: imposta lorda, contributi previdenziali, reddito netto e flusso di cassa mensile stimato. Sono stime, non certezze — ma sono stime costruite su coefficienti di redditività ufficiali, quelli definiti dalla Legge 190/2014 (la legge che ha istituito il regime forfettario) e aggiornati annualmente dalla normativa di bilancio.

Facciamo un esempio concreto. Su 30.000 euro di ricavi con costi operativi intorno a 6.000 euro, il simulatore mostra circa 21.000 euro netti nel forfettario contro 18.500 euro nell’ordinario. La differenza — quasi 2.500 euro in tasca — deriva dall’aliquota fissa al 15% (o 5% per i primi cinque anni di attività, secondo l’articolo 1, comma 65, della Legge 190/2014) che il forfettario applica su un reddito imponibile calcolato con il coefficiente ATECO, non sui costi reali. Questo significa che se i tuoi costi effettivi sono bassi, il forfettario premia. Se sono alti, la situazione si ribalta.

Il simulatore aiuta anche a trovare il cosiddetto punto di pareggio: la soglia di ricavi oltre la quale il regime ordinario inizia a convenire. In molti settori del commercio e dei servizi alle persone, questa soglia si colloca intorno ai 50.000-55.000 euro annui, quando i costi superano il 40% dei ricavi. Non è un valore fisso — dipende dal tuo codice ATECO e dalla struttura reale dei costi — ma è un numero utile da portare alla consulenza.

Regime forfettario imprenditrice scelta: i passi da fare prima di decidere

Prima di usare il simulatore o di incontrare il tuo commercialista, raccogli tre dati dall’anno precedente: fatturato totale, totale costi con ricevuta o fattura, e contributi versati alla gestione INPS di riferimento (artigiani, commercianti o gestione separata). Con questi numeri in mano, il simulatore lavora su dati reali e non su ipotesi.

  • Inserisci il codice ATECO corretto. Il coefficiente di redditività varia sensibilmente per categoria. Le attività di estetica e cura della persona rientrano solitamente nella divisione 96 della classificazione ATECO 2007, con coefficienti che incidono direttamente sull’imponibile calcolato.
  • Non sottostimare i costi. Un errore comune è inserire solo l’affitto e dimenticare le spese di rifornimento, le utenze separate o i costi di gestione del personale a ore. Il simulatore restituisce dati affidabili solo se i dati in entrata sono onesti.
  • Confronta i due scenari stampandoli. Porta il confronto stampato o salvato dal commercialista. Non il link — il documento con i numeri. Cambia il livello della conversazione.
  • Tieni presente il limite di ricavi. Dal 2024, la soglia per accedere al regime forfettario è fissata a 85.000 euro annui (Legge 197/2022, articolo 1, comma 54). Superarla anche di un euro comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo.

Cosa puoi fare nelle prossime 24 ore

Apri il simulatore del Sole 24 Ore dalla sezione strumenti del sito. Cerca il tuo codice ATECO sul portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) — basta cercare la tua categoria di attività. Inserisci i ricavi dell’anno scorso e una stima prudente dei costi. Salva o stampa il risultato con entrambi gli scenari. Se hai già un appuntamento con il commercialista in agenda, mandaglielo prima come punto di partenza. Se non ce l’hai, questo è il momento giusto per fissarlo — il passaggio da un regime all’altro ha scadenze precise legate all’inizio dell’anno fiscale.

Domande frequenti sul regime forfettario e la scelta del regime fiscale

Il simulatore del Sole 24 Ore è affidabile per prendere una decisione fiscale?

Il simulatore è uno strumento di stima utile per orientarsi, non un sostituto della consulenza professionale. I calcoli si basano sui coefficienti ufficiali della Legge 190/2014 e sulle aliquote vigenti, ma non tengono conto di situazioni personali come detrazioni familiari, redditi da lavoro dipendente o regimi agevolati specifici. Usalo per arrivare preparata dalla consulenza, non per sostituirla.

Regime forfettario imprenditrice scelta: si può cambiare regime a metà anno?

No: il cambio di regime fiscale — dal forfettario all’ordinario o viceversa — si effettua in sede di dichiarazione di inizio attività o entro i termini previsti per la presentazione della dichiarazione IVA dell’anno precedente. Cambiare a metà anno non è consentito dalla normativa vigente. Per questo è importante simulare e decidere prima di gennaio.

Cosa succede se supero il limite di 85.000 euro nel forfettario?

Se i ricavi superano 85.000 euro in corso d’anno, si esce dal regime forfettario a partire dall’anno successivo (articolo 1, comma 71, Legge 190/2014). Esiste però una clausola: se il superamento avviene oltre i 100.000 euro, l’uscita è immediata già dall’anno in corso, con obbligo di applicazione dell’IVA sulle operazioni successive al superamento


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