Calcola il tuo regime in 10 minuti, adesso

· di Amministrazione CDI


Marta Conti gestisce una piccola sartoria a Bergamo. Ricavi annui: circa 28.000 euro. Costi fissi tra affitto del laboratorio, materiali e utenze: poco meno di 8.000 euro — meno del 30% dei ricavi. Quando ha fatto questo calcolo su un foglio qualsiasi, ha capito in dieci minuti che il regime forfettario imprenditrice scelta giusta era per lei. Da quel momento paga meno tasse, emette fatture più semplici e risparmia sulle consulenze del commercialista. Non ha fatto niente di straordinario: ha solo fatto i conti prima.

Come capire se il regime forfettario è la scelta giusta per te

Il regime forfettario (introdotto dalla Legge n. 190/2014 e aggiornato dalla Legge n. 197/2022, Legge di Bilancio 2023) prevede una tassa fissa del 15% sul reddito imponibile — che scende al 5% per i primi cinque anni di attività. Non è adatto a tutte, ma per molte imprenditrici locali è la strada più conveniente.

Il primo calcolo da fare riguarda i tuoi costi reali. Prendi carta e penna — davvero, niente fogli Excel complicati. Scrivi i ricavi annui che ti aspetti. Poi elenca tutti i costi fissi: affitto, telefono, materiali, utenze, eventuali collaboratori. Sommali. Se quei costi restano sotto il 35% dei tuoi ricavi, il regime forfettario ti conviene quasi certamente. Il reddito imponibile viene calcolato in modo forfettario dallo Stato — con coefficienti fissi per categoria (per esempio, il 67% dei ricavi per chi fa commercio al dettaglio, il 78% per chi eroga servizi professionali) — e non puoi detrarre i costi reali. Ecco perché, se i costi reali sono alti, il confronto con altri regimi si fa più attento.

Il secondo criterio riguarda i tuoi clienti. Se lavori prevalentemente con privati — come fa la maggioranza delle estetiste, delle artigiane e delle negozianti — il fatto di non addebitare l’IVA non ti penalizza: il cliente privato non la recupera comunque. Se invece fatturi spesso ad aziende che richiedono fattura con IVA e la portano in detrazione, il calcolo cambia e vale la pena parlarne con un consulente prima di decidere.

Il limite di ricavi per restare nel regime forfettario è fissato a 85.000 euro annui (Legge n. 197/2022). Superato quel tetto, si esce dal regime nell’anno successivo.

Cosa puoi fare entro le prossime 24 ore per valutare la tua situazione

  • Prendi l’ultima dichiarazione dei redditi o i dati contabili dell’anno scorso. Ti bastano due numeri: ricavi totali e costi totali.
  • Dividi i costi per i ricavi. Se il risultato è inferiore a 0,35 (cioè il 35%), il forfettario merita attenzione prioritaria.
  • Conta quante fatture dell’ultimo anno sono state emesse a privati e quante ad aziende con partita IVA. Se i privati sono oltre il 70% del totale, il forfettario è spesso la strada più diretta.
  • Verifica i tuoi ricavi annui: se sei sotto i 50.000 euro e hai meno di cinque anni di attività, potresti accedere all’aliquota agevolata del 5% (art. 1, comma 65, Legge 190/2014).
  • Scrivi tre domande concrete da portare al tuo commercialista. Il confronto funziona meglio quando arrivi preparata con dati in mano, non con dubbi generici.

Domande frequenti sul regime forfettario per imprenditrici

Posso passare al regime forfettario in qualsiasi momento?

Il passaggio al regime forfettario avviene generalmente a inizio anno fiscale, non durante l’anno in corso. Se hai i requisiti previsti dalla Legge n. 190/2014 (ricavi sotto gli 85.000 euro, assenza di partecipazioni in società di persone o srl trasparenti, nessun reddito da lavoro dipendente superiore a 30.000 euro), puoi comunicare la scelta all’Agenzia delle Entrate in sede di dichiarazione di inizio o variazione attività.

Il regime forfettario è sempre la scelta giusta se i ricavi sono bassi?

Non automaticamente: la convenienza dipende anche dalla struttura dei costi e dalla tipologia di clienti. Un’imprenditrice con ricavi bassi ma costi fissi molto alti potrebbe trovare più vantaggioso un regime ordinario, che consente la deduzione dei costi reali. Fare il confronto con un professionista abilitato resta la scelta più affidabile prima di decidere.

Cosa succede se supero il limite di 85.000 euro durante l’anno?

Se superi i 85.000 euro nell’anno in corso, esci dal regime forfettario a partire dall’anno successivo (art. 1, comma 71, Legge 190/2014). Se invece superi i 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita è immediata e devi applicare l’IVA già dalle fatture successive al superamento della soglia.

In sintesi

Valutare il regime forfettario come scelta per la tua impresa non richiede una laurea in economia. Richiede due numeri, venti minuti e un criterio chiaro. Ecco le quattro azioni che fanno la differenza:

  • Calcola il rapporto tra costi e ricavi reali: se i costi sono sotto il 35% dei ricavi, il forfettario è spesso conveniente.
  • Analizza chi sono i tuoi clienti: prevalentemente privati significa che l’IVA non è un vantaggio competitivo da preservare.
  • Verifica i tuoi ricavi annui rispetto alla soglia degli 85.000 euro fissata dalla Legge n. 197/2022.
  • Porta dati concreti al tuo commercialista: un confronto preparato è più rapido e più utile di una domanda generica.

Vuoi ricevere consigli come questo ogni settimana? Iscriviti gratis ad Circuito Donne Imprenditrici

Ti è piaciuto questo articolo?

Entra gratis nella community del Circuito Donne Imprenditrici e ricevi ogni settimana storie, consigli e opportunità di networking.

Entra nella community gratis