In breve: una guida gratuita offerta in cambio dell’email è uno dei modi più semplici per farti lasciare un contatto da chi non ti conosce ancora. Funziona quando risolve un problema preciso, ed è in regola quando chiedi a parte, con una casella non spuntata, il permesso di scriverle ancora. Nessun bando pubblico dà punti per averla.
Hai clienti che ti fanno sempre le stesse domande. Sai rispondere meglio di chiunque altro, ma quelle risposte restano a voce, in negozio o al telefono, e chi non è ancora entrata da te non le sente mai. Una guida gratuita mette per iscritto quello che sai e lo porta a chi ti sta cercando.
Che cos’è una guida in cambio dell’email?
È un contenuto utile e gratuito che regali a chi ti lascia il suo indirizzo email. In inglese la chiamano «lead magnet», cioè una calamita per i contatti. Una guida in cambio dell’email è un piccolo regalo pratico — una checklist, una mappa, tre consigli — che una persona sceglie di ricevere lasciando il proprio contatto, e che ti permette di farti conoscere prima che abbia bisogno di comprare.
Il punto non è la guida in sé. È il contatto che arriva insieme: una persona che ha alzato la mano e ha detto «questo argomento mi interessa».
È vero che una guida gratuita fa ottenere punti nei bandi?
No. In rete si legge che i bandi per l’impresa femminile premiano chi ha una guida gratuita «documentata»: non è vero. Il Fondo Impresa Femminile di Invitalia, quello finanziato dal PNRR, ha chiuso le domande il 7 giugno 2022 e non ne ha aperte di nuove.
Fra gli strumenti di Invitalia oggi è aperto ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, per imprese giovani a maggioranza femminile o giovanile: dal 1° luglio 2026 è rimasto solo il finanziamento a tasso zero, perché la parte a fondo perduto è esaurita. Anche lì una guida gratuita non è un criterio. Prima di presentare qualunque domanda, leggi il bando sul sito dell’ente e parlane con il tuo commercialista.
Come si sceglie l’argomento della guida?
Si parte dalla domanda che ti fanno più spesso. Se te la fanno di persona, la cercano anche su Google. Qualche esempio, solo per dare l’idea:
- Prendi una parrucchiera: «Come far durare il colore sei settimane invece di tre».
- Immagina chi gestisce un B&B: «Un weekend nella nostra zona, a piedi, senza prendere l’auto».
- Pensa a una consulente del lavoro: «I cinque documenti da preparare prima di assumere la prima persona».
Tre regole semplici: un argomento solo, un problema concreto, parole che usano i tuoi clienti e non quelle del tuo settore. Se per spiegarla ti serve più di una frase, l’argomento è troppo largo.
Cosa chiede la legge sulla privacy quando raccogli un’email?
Chiede che la persona sappia a cosa serve il suo indirizzo e che ti dia il permesso di scriverle, prima. Le linee guida del Garante della privacy sull’attività promozionale del 4 luglio 2013 dicono che per le comunicazioni promozionali via email serve il consenso preventivo, e che deve essere libero, informato, specifico e documentato.
Tradotto nel tuo modulo:
| Cosa mettere | Perché |
|---|---|
| Una frase chiara su cosa riceverà | Il consenso deve essere informato: «ti mando la guida» e «ti scrivo ogni mese» sono due cose diverse |
| Il collegamento all’informativa privacy | Chi raccoglie dati deve dire chi è e cosa ne fa (articolo 13 del Regolamento europeo GDPR) |
| Una casella non spuntata per i tuoi consigli successivi | Il Garante giudica scorretti i moduli con la casella già spuntata |
| La guida anche a chi non spunta | Un consenso che è la condizione per avere il servizio non è considerato libero |
C’è un’eccezione che si sente citare spesso, il cosiddetto «soft spam»: a chi ti ha già comprato qualcosa puoi scrivere per email su prodotti simili, purché sia stata informata e non si sia opposta. Vale solo per i clienti che hanno già comprato e solo per l’email. Non vale per chi ha soltanto scaricato una guida. Sulle situazioni particolari, la conferma la dà chi ti segue per la privacy.
Dove la metto, se non ho un sito?
Ti serve un posto dove il modulo stia fermo e si possa raggiungere con un link: una pagina del tuo sito, oppure una pagina pronta del servizio che usi per le email. Se ti chiedi se ti serva davvero un sito, ne abbiamo parlato in Sito web o Instagram: ti serve davvero un sito se hai i social?. Il link poi lo porti ovunque: nella descrizione di Instagram, su un cartello in negozio con un codice QR, in fondo alle tue email.
Cosa puoi fare da sola, già questa settimana
- Scrivi la domanda. Annota per tre giorni le domande che ti fanno i clienti e scegli quella che torna di più.
- Scrivi la risposta su una pagina. Titolo, tre o cinque punti, il tuo nome e come trovarti.
- Dagli una veste ordinata. Un modello semplice basta: ne parliamo in Canva gratis o Canva Pro.
- Prepara il modulo. Email, una frase su cosa riceverà, il link all’informativa e la casella non spuntata per i consigli successivi.
- Tieni traccia. Per ogni iscrizione, data, ora e testo della casella: è la documentazione che chiede il Garante.
Il Circuito Donne Imprenditrici, la community fondata da Giorgia Bonotto per le donne che fanno impresa in Italia, vede spesso lo stesso schema: la competenza c’è, manca il primo passo per metterla per iscritto. Una guida di una pagina è quel primo passo.
Domande frequenti
Una guida gratuita dà punti nei bandi per l’impresa femminile?
No. Nessun bando nazionale per l’impresa femminile assegna punti a chi offre una guida in cambio dell’email. Il Fondo Impresa Femminile di Invitalia ha chiuso le domande il 7 giugno 2022. La guida serve a farti conoscere e a raccogliere contatti, non a ottenere un finanziamento.
Posso dare la guida solo a chi accetta di ricevere la mia newsletter?
Le linee guida del Garante della privacy considerano non libero un consenso che è la condizione per avere un servizio. La strada più sicura è mandare la guida a tutte le persone che la chiedono e domandare a parte, con una casella non spuntata, se vogliono ricevere anche i tuoi consigli.
Quante pagine deve avere una guida gratuita?
Non c’è una regola. Conta che risolva un problema preciso e che si legga in pochi minuti: una checklist di una pagina può funzionare meglio di un manuale di trenta. Se una pagina basta a dire una cosa utile, fermati lì e tieni il resto per i messaggi successivi.
Che cosa devo conservare dei consensi raccolti?
Il Garante chiede che il consenso alle comunicazioni promozionali sia documentato. In pratica conviene tenere, per ogni contatto, la data e l’ora dell’iscrizione, il testo della casella che ha spuntato e da quale modulo è arrivata. Per il tuo caso specifico, chiedi conferma a chi ti segue per la privacy.
Dalla guida gratuita al libro con il tuo nome
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