Imprese femminili in Veneto: potenzialità elevate, ma persistono criticità e frenate nella crescita per il 2025

Nonostante numeri assoluti importanti, la quota di imprese guidate da donne resta sotto la media nazionale.
Tra calo dei settori tradizionali, difficoltà nell’accesso al credito e problemi di conciliazione vita–lavoro, il Veneto si trova davanti a sfide decisive per il futuro dell’imprenditoria femminile.

L’imprenditoria femminile rappresenta una componente sempre più significativa del tessuto economico italiano, ma il Veneto – pur mostrando dinamismo e capacità innovativa – registra ancora alcuni elementi di criticità da affrontare.
Secondo le più recenti analisi regionali, le imprese femminili venete costituiscono circa il 20,6% del totale, una quota sì rilevante in valore assoluto, ma inferiore alla media nazionale, che si attesta attorno al 22,7%. Un dato che segnala la presenza di margini di miglioramento, soprattutto se confrontato con regioni che hanno superato soglie più elevate.
Crescita in rallentamento e settori in difficoltà
Il secondo elemento di attenzione riguarda l’andamento recente: tra il 2021 e il 2024, il numero di imprese femminili nel Veneto ha registrato una contrazione, evidenziando un rallentamento strutturale.
I comparti più colpiti risultano essere:
• agricoltura,
• commercio al dettaglio,
• manifattura, soprattutto moda e legno-arredo.
Si tratta di settori già soggetti a trasformazioni profonde e che, in questa fase, hanno sottratto spazio alle attività guidate da donne.
Accesso al credito: una barriera ancora troppo alta
Un altro nodo cruciale riguarda la difficoltà di accesso al credito, una criticità storica che continua a influenzare la crescita delle imprese femminili.
La fiducia da parte degli operatori finanziari rimane spesso limitata, ostacolata da stereotipi e da un approccio ancora poco inclusivo. A ciò si aggiungono le complessità di gestione delle risorse economiche e organizzative, aggravate dalla necessità di conciliare attività lavorativa, carichi familiari e mancanza di infrastrutture di supporto, come asili nido e servizi alla genitorialità.
Una distribuzione settoriale che limita lo sviluppo
Molte imprese femminili sono concentrate in settori considerati “tradizionali” o meno remunerativi:
servizi alla persona, educazione, turismo, ristorazione.
Settori importanti, ma spesso:
- più vulnerabili alle crisi,
- meno scalabili,
- con minori prospettive di crescita ed esportazione.
Questa concentrazione settoriale rischia di limitare la capacità di espansione dell’imprenditoria femminile nel suo complesso.
Conciliazione vita-lavoro: un ostacolo reale
La gestione del tempo e delle responsabilità familiari continua a pesare in modo significativo sulle imprenditrici venete.
Il rientro al lavoro dopo una maternità, la difficoltà di gestire orari flessibili e la carenza di servizi di welfare aziendale rappresentano fattori che frenano molte iniziative imprenditoriali.
Conclusione: un potenziale enorme, ma servono interventi mirati
Nonostante le criticità, le donne che fanno impresa in Veneto apportano al territorio innovazione, resilienza e diversificazione, contribuendo alla competitività regionale.
Per valorizzare appieno questo potenziale occorrono:
• misure finanziarie dedicate,
• formazione e accompagnamento imprenditoriale,
• servizi territoriali e di welfare più solidi,
• azioni di riequilibrio settoriale che favoriscano l’ingresso nei comparti ad alto valore aggiunto.
Sostenere l’imprenditoria femminile non è solo una questione di pari opportunità, ma una leva strategica per la crescita economica del Veneto.
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