Stampa questo foglio, mettilo in cassa

· di Amministrazione CDI



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Giuseppina Ferrara gestisce un salone di estetica a Ragusa da quattordici anni. Nel 2024 ha pagato 340 euro di sanzione per un versamento IVA arrivato con due giorni di ritardo — non perché non avesse i soldi, ma perché aveva dimenticato la data. “Era agosto, ero stanca, pensavo di farlo il giorno dopo.” Le scadenze fiscali 2026 imprenditrice non aspettano agosto, né la stanchezza, né il fatto che tu stia gestendo tutto da sola. Ma bastano tre date scritte su un foglio per non regalare più soldi allo Stato.

Le tre scadenze fiscali 2026 che ogni imprenditrice deve tenere a vista

Non serve un gestionale sofisticato. Serve un foglio A4 sul bancone o accanto al registratore di cassa — quello che vedi ogni mattina mentre apri. Tre date, il numero del commercialista, un promemoria sul telefono quindici giorni prima. Fine.

Ecco le scadenze fiscali 2026 imprenditrice da segnare adesso:

  • 31 agosto 2026 — Versamento IVA trimestrale (secondo trimestre 2026). Disciplinato dal DPR 633/1972 e dal calendario delle liquidazioni IVA gestito dall’Agenzia delle Entrate. Se chiudi per Ferragosto, versa entro il 10 agosto: i portali dell’Agenzia vanno in sovraccarico nelle settimane centrali di agosto e un bonifico bancario può slittare anche di 24 ore. Un solo giorno di ritardo fa scattare la sanzione ridotta da ravvedimento operoso — ma è comunque denaro che esce dalla cassa.
  • 31 ottobre 2026 — Acconto imposte IRPEF/IRES (prima rata). Previsto dall’articolo 17 del DPR 435/2001 e confermato ogni anno nella Legge di Bilancio. Per chi lavora in regime forfettario (Legge 190/2014, articolo 1 commi 54-89), l’importo si calcola sul reddito imponibile dell’anno precedente applicando l’imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per i primi cinque anni). Avere il numero del tuo commercialista scritto accanto a questa data significa che puoi chiamarlo con tre settimane di anticipo, non la mattina del 30 ottobre.
  • 31 dicembre 2026 — Comunicazioni INPS per contratti di apprendistato e adempimenti residui. Se hai assunto un’apprendista nel corso del 2026, il Fondo Integrativo di Formazione (FIF) e la comunicazione all’INPS rientrano tra gli obblighi da chiudere entro fine anno. Verifica con il tuo consulente del lavoro se ti riguarda: la sanzione per omessa comunicazione parte da 100 euro per ogni lavoratrice coinvolta (D.Lgs. 81/2015, articolo 47).

Cosa fare nelle prossime 24 ore per non dimenticare nessuna scadenza fiscale

Queste azioni si completano in venti minuti. Non domani — oggi, prima di chiudere l’attività.

  • Prendi un foglio A4. Scrivi le tre date in grande, in ordine cronologico. Accanto a ciascuna scrivi il nome del tuo commercialista e il suo numero di telefono.
  • Mettilo in un posto che vedi ogni mattina: sul bancone, attaccato alla cassa, vicino allo schermo. Non in un cassetto.
  • Apri il calendario del telefono adesso. Inserisci un promemoria quindici giorni prima di ogni scadenza — non il giorno prima: il 16 agosto, il 16 ottobre, il 16 dicembre. Quel margine di due settimane ti permette di raccogliere i documenti, fare il calcolo con il commercialista e versare con calma.
  • Se chiudi per Ferragosto (anche solo tre giorni), sposta mentalmente la scadenza IVA al 10 agosto. Non aspettare il 31: anticipare di tre settimane non costa nulla, ritardare di un giorno costa la sanzione.

Federica Mancuso, titolare di una piccola locanda a Orvieto, ha adottato questo sistema nel 2023 dopo aver pagato due sanzioni in diciotto mesi. “Da quando ho il foglio in cassa, in tre anni non ho sbagliato una data.”

Domande frequenti sulle scadenze fiscali 2026 per imprenditrici

Cosa succede se pago l’IVA con un giorno di ritardo?

Scatta la sanzione da ravvedimento operoso, disciplinata dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997: per un ritardo fino a 14 giorni la sanzione è pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, più gli interessi legali. Su un versamento IVA di 2.000 euro, un ritardo di due giorni costa circa 4 euro di sanzione — ma la procedura di correzione richiede tempo e attenzione. Meglio pagare in anticipo.

Il regime forfettario ha scadenze fiscali diverse nel 2026?

Le imprenditrici in regime forfettario (Legge 190/2014) seguono le stesse scadenze per IVA e acconti IRPEF, ma con modalità di calcolo semplificate: l’imposta sostitutiva si applica al reddito imponibile senza deduzioni analitiche. La prima rata dell’acconto IRPEF al 31 ottobre vale anche per il forfettario, calcolata sull’imposta dell’anno precedente al 40% per la prima rata e al 60% per il saldo di novembre.

Posso spostare la scadenza IVA di agosto se la mia attività chiude per ferie?

No: il calendario fiscale non si sposta per le chiusure aziendali private. La scadenza del 31 agosto è fissa per legge (DPR 633/1972 e circolari Agenzia delle Entrate). L’unica eccezione automatica si applica se il 31 cade di domenica o in un giorno festivo nazionale: in quel caso slitta al primo giorno lavorativo successivo. Per chi chiude a Ferragosto, anticipare al 10 agosto è la scelta più sicura.

In sintesi

Quattro azioni concrete per non perdere più soldi in sanzioni evitabili:

  • Scrivi le tre date chiave (31 agosto, 31 ottobre, 31 dicembre) su un foglio A4 e mettilo dove lo vedi ogni giorno.
  • Imposta un promemoria sul telefono quindici giorni prima di ogni scadenza, non il giorno prima.
  • Se chiudi per Ferragosto, versa l’IVA entro il 10 agosto senza aspettare il 31.
  • Tieni il numero del tuo commercialista scr

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