Consigli Imprenditoriali

Come migliorare il profilo LinkedIn se sei un’imprenditrice

· di Redazione

In breve: Per un’imprenditrice LinkedIn non è un curriculum: è una vetrina per chi lavora con aziende, professionisti ed enti. Funziona quando il titolo dice cosa fai e per chi, la sezione Informazioni racconta come aiuti i tuoi clienti e c’è un invito chiaro a contattarti. Per sistemare le parti che contano bastano un paio d’ore.

Hai aperto LinkedIn anni fa, quando cercavi lavoro. Oggi hai la partita IVA, un’attività tutta tua, e il profilo dice ancora «impiegata amministrativa» con una foto di cinque anni fa. Ogni tanto arriva una richiesta di collegamento, la accetti e chiudi l’app. Ti sembra un social per manager in giacca e cravatta, non per chi ha un laboratorio, uno studio o un negozio. In realtà, se lo sistemi bene, può portarti contatti che gli altri social non ti portano.

LinkedIn serve anche a chi ha una piccola attività?

Sì, se tra i tuoi clienti o collaboratori ci sono aziende, professionisti, enti o organizzatori di eventi. Serve meno se vendi solo a privati della tua zona, ma anche in quel caso apre collaborazioni che altrove non trovi.

Secondo la pagina ufficiale di LinkedIn, consultata a ottobre 2026, la piattaforma ha oltre 1,3 miliardi di iscritti nel mondo, di cui più di 430 milioni tra Europa, Medio Oriente e Africa. È il posto dove le persone vanno quando cercano un fornitore, una relatrice per un convegno o una professionista da consigliare. E molte ti cercano per nome dopo averti conosciuta: se trovano un profilo vuoto, l’impressione è quella di un’attività poco seria.

Pensa a una pasticceria artigianale che fa anche catering: su Instagram parla alle famiglie, su LinkedIn può farsi notare dalle aziende della zona che organizzano feste di Natale. Oppure a una grafica che lavora per piccole cantine: il responsabile commerciale che cerca chi gli rifaccia le etichette, spesso, sta proprio su LinkedIn.

Un profilo LinkedIn per imprenditrici è la pagina personale che presenta te e la tua attività a un pubblico professionale. Si differenzia dal curriculum perché non elenca i ruoli che hai avuto, ma racconta il problema che risolvi, per chi lo risolvi e con quali risultati. Il curriculum guarda indietro; il profilo da imprenditrice guarda ai clienti di domani.

Cosa scrivere nel titolo del profilo LinkedIn?

Cosa fai, per chi, e una specialità o un risultato, usando le parole con cui i tuoi clienti ti cercherebbero. Il titolo è la riga sotto il tuo nome: compare ovunque, nei commenti, nelle ricerche e negli inviti.

Evita le etichette che non dicono niente, come «Founder · CEO · Imprenditrice». Usa invece questa formula:

[Cosa fai] per [chi] | [specialità o risultato] | [la tua attività]

Qualche esempio di fantasia, da adattare al tuo caso:

  • «Organizzo eventi aziendali in Veneto | Inaugurazioni, cene e convention senza pensieri | Titolare di agenzia eventi»
  • «Consulente paghe per artigiani e negozi | Risposte chiare entro 24 ore | Studio associato»
  • «Grafica per piccole cantine | Etichette e cataloghi che si fanno notare sullo scaffale»

Come scrivere la sezione Informazioni su LinkedIn?

Dividila in cinque blocchi brevi: chi sei, cosa fai, per chi, cosa ottengono i tuoi clienti, come contattarti. Cura soprattutto le prime due righe, perché sono le uniche visibili prima del «vedi altro».

Ecco una traccia da copiare e riempire:

1. Chi sei: «Da [anni] aiuto [chi] a [risultato].»

2. Cosa fai: i tuoi due o tre servizi principali, detti in modo semplice.

3. Per chi: il tipo di cliente con cui lavori meglio, e quello con cui non lavori.

4. Cosa ottengono: un risultato concreto, un numero vero o un esempio di lavoro fatto.

5. Come contattarti: «Scrivimi qui su LinkedIn o all’indirizzo [email]: ti rispondo entro [tempo].»

Scrivi in prima persona, con frasi corte. Non serve sembrare una multinazionale: serve far capire in fretta se sei la persona giusta.

Come scrivere le esperienze se hai la partita IVA?

Metti la tua attività come esperienza attuale e descrivi cosa fai e cosa hai ottenuto, non solo il ruolo. Le esperienze precedenti tienile se raccontano competenze utili oggi, in poche righe.

Invece di «Titolare», scrivi per esempio: «Dal 2019 gestisco un laboratorio di ceramica. Ho seguito più di cento corsi per adulti e realizzo bomboniere su misura per matrimoni e battesimi». Usa solo numeri veri: se non li hai contati, contali prima. Un dato preciso convince più di dieci aggettivi.

Il tuo profilo LinkedIn in dieci controlli

Questa lista ti dice in pochi minuti cosa manca. Spunta quello che hai già fatto:

  • Foto recente, viso ben visibile, luce naturale, sfondo semplice.
  • Immagine di copertina (la striscia in alto) con i tuoi colori o il tuo lavoro.
  • Titolo con cosa fai e per chi.
  • Sezione Informazioni divisa nei cinque blocchi.
  • Attività attuale inserita come esperienza, con descrizione.
  • Sezione «In primo piano» con il link al tuo sito o a un lavoro di cui vai fiera.
  • Competenze scelte tra quelle che i clienti cercano davvero.
  • Indirizzo del profilo personalizzato con il tuo nome, senza numeri.
  • Email o sito nelle informazioni di contatto.
  • Almeno un post negli ultimi trenta giorni.

Il Circuito Donne Imprenditrici, la community fondata da Giorgia Bonotto per le donne che fanno impresa in Italia, considera LinkedIn la vetrina più sottovalutata dalle imprenditrici italiane. Ma il profilo da solo non basta: i contatti arrivano se lo tieni vivo. Per farlo senza ansia leggi anche come migliorare il tuo network professionale e perché metterci la faccia fa la differenza.

Cosa puoi fare da sola, già questa settimana

  1. Cerca il tuo nome su Google e guarda come appare il tuo profilo LinkedIn a chi non ti conosce.
  2. Riscrivi il titolo con la formula di questo articolo.
  3. Scrivi la sezione Informazioni nei cinque blocchi, prima su un foglio e poi sul profilo.
  4. Aggiorna l’esperienza attuale con una descrizione vera e almeno un numero.
  5. Cambia la foto, se ha più di tre anni o se il viso non si vede bene.
  6. Manda cinque richieste di collegamento a clienti, fornitori o colleghe, con due righe personali.
  7. Pubblica un primo post: una domanda che ti fanno spesso i clienti, e la tua risposta.

Domande frequenti

LinkedIn serve se ho clienti privati?

Sì, anche se in modo diverso. Se vendi a privati, LinkedIn porta meno clienti diretti ma apre collaborazioni: aziende che cercano regali, eventi o servizi per i dipendenti, professionisti con cui scambiarsi clienti, enti che organizzano incontri. Un profilo curato fa sembrare seria la tua attività a chi ti cerca per nome.

Cosa scrivere nel titolo di LinkedIn?

Scrivi cosa fai, per chi e una specialità o un risultato, con le parole che userebbe un cliente per cercarti. Evita le etichette vuote come «Founder» o «Imprenditrice» da sole. Una formula semplice: cosa fai per chi, seguito da una barra verticale, la tua specialità e il nome della tua attività.

Meglio un profilo personale o una pagina aziendale su LinkedIn?

Per una piccola attività conviene partire dal profilo personale, perché su LinkedIn le persone seguono e contattano altre persone più volentieri dei marchi. La pagina aziendale può arrivare dopo, quando hai collaboratori o vuoi pubblicare offerte di lavoro. Collegale: nel profilo, la tua attività compare come esperienza attuale.

Quante volte bisogna pubblicare su LinkedIn?

Non serve pubblicare tutti i giorni. Per una piccola imprenditrice un post a settimana, fatto con costanza, vale più di dieci post concentrati in un mese e poi il silenzio. Nei giorni senza post, dedica dieci minuti a commentare con attenzione i contenuti delle persone con cui vuoi lavorare.

Il tuo profilo LinkedIn, riscritto per farti trovare

Con il Superpotere Profilo LinkedIn partiamo da un’intervista di 45 minuti e riscriviamo titolo, sezione Informazioni ed esperienze. In più ricevi l’immagine di copertina con i tuoi colori, i consigli per la foto e 3 post pronti per rilanciare il profilo, in 8 giorni lavorativi con una revisione inclusa. Le iscritte PRIME e PRO hanno il 20% di sconto.

Fai riscrivere il tuo profilo

Ti è piaciuto questo articolo?

Entra gratis nella community del Circuito Donne Imprenditrici e ricevi ogni settimana storie, consigli e opportunità di networking.

Entra nella community gratis